In occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario della CNA, all’Auditorium Antonianum di Roma, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto ieri un lungo intervento al mondo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese, ripercorrendo le principali questioni affrontate dal Governo nel rapporto con la Confederazione.
Meloni ha innanzitutto sottolineato il valore del confronto costruito negli anni con la CNA e con il suo Presidente, Costantini, evidenziando l’importanza di una rappresentanza capace di difendere gli interessi della propria categoria inserendoli in una prospettiva più ampia.
Secondo la Presidente del Consiglio, proprio questa capacità di coniugare gli interessi delle imprese con quelli della comunità nazionale rappresenta un elemento centrale nel rapporto con le associazioni di categoria.
Ottant’anni di storia tra tradizione e cambiamento
La ricorrenza della CNA assume, nelle parole di Meloni, un significato particolare perché coincide con l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana e con quello del voto alle donne.
La Confederazione è nata nel 1946, in una fase nella quale l’Italia era impegnata nella ricostruzione e nella definizione di un nuovo assetto istituzionale fondato anche sul valore del lavoro. Da allora, ha osservato la Presidente del Consiglio, il Paese ha attraversato trasformazioni profonde, dal boom economico alle diverse crisi, mentre sono cambiati mestieri, città e modelli produttivi.
Il settore artigiano, secondo Meloni, ha mantenuto un ruolo significativo proprio grazie alla capacità di adattarsi senza rinunciare alla propria identità, combinando la tutela della tradizione con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
In questo contesto è stato richiamato anche il rapporto tra artigianato e innovazione tecnologica, compresa l’intelligenza artificiale. La Presidente del Consiglio ha evidenziato, tuttavia, il valore delle competenze umane che restano alla base del lavoro artigiano: la capacità di individuare un difetto, la cura del dettaglio e la ricerca della qualità.
Il Made in Italy e il valore della qualità
Nel suo intervento Meloni ha collegato direttamente il lavoro degli artigiani al concetto di Made in Italy, descritto non soltanto come un marchio commerciale ma come espressione di competenze, identità e cultura del lavoro.
L’artigianato, secondo la Presidente del Consiglio, contribuisce infatti a mantenere un patrimonio di conoscenze e professionalità che caratterizza la produzione italiana e la sua presenza sui mercati internazionali.
Nel discorso è stato ricordato anche il dato relativo all’export italiano, indicato nel testo dell’intervento in 643 miliardi di euro nel 2025, insieme alla posizione dell’Italia al quarto posto tra le Nazioni esportatrici a livello globale.
Meloni ha inoltre richiamato il peso numerico delle imprese artigiane, indicate in oltre 1,2 milioni di realtà, pari a circa un quarto del sistema produttivo nazionale.
Tutela delle imprese e contrasto alla concorrenza sleale
Una parte dell’intervento è stata dedicata alle misure per contrastare la concorrenza ritenuta sleale nei confronti delle imprese artigiane.
La Presidente del Consiglio ha ricordato l’introduzione di norme sull’utilizzo dei termini “artigianato” e “artigianale”, che, secondo quanto illustrato, possono essere utilizzati da soggetti regolarmente iscritti all’albo delle imprese artigiane e che producono direttamente beni e servizi qualificati come artigianali.
La misura viene presentata anche come strumento di tutela dei consumatori, che possono così disporre di una maggiore garanzia sulla natura del prodotto o del servizio acquistato.
Meloni ha poi affrontato il fenomeno delle cosiddette attività “apri e chiudi”, riferendosi alle imprese che cessano l’attività prima dei controlli fiscali per poi riaprire con una diversa denominazione. Nel suo intervento ha attribuito alle norme adottate dal Governo la chiusura di oltre 30 mila di queste attività.
Credito e rilancio di Artigiancassa
Tra gli ostacoli alla crescita delle imprese artigiane è stato indicato il credito. Meloni ha ricordato il lavoro svolto insieme alla CNA e la riorganizzazione di Artigiancassa, considerata uno strumento storico per il finanziamento delle piccole e medie imprese.
Il nuovo modello, secondo quanto illustrato dalla Presidente del Consiglio, prevede una governance pubblico-privata con il coinvolgimento del Mediocredito Centrale, delle confederazioni dell’artigianato e dei confidi, oltre alla rete degli Artigiancassa Point.
L’obiettivo indicato è avvicinare gli strumenti finanziari alle esigenze concrete delle imprese, valorizzando la conoscenza delle specificità dei diversi mestieri.
Meloni ha inoltre ricordato l’istituzione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy di un Fondo da 50 milioni di euro destinato alla promozione, allo sviluppo e alla crescita delle imprese artigiane.
Crescere senza perdere l’identità artigiana
Un altro tema centrale è stato quello della crescita dimensionale delle imprese.
Meloni ha sostenuto la necessità di consentire alle imprese artigiane di aumentare il numero dei propri addetti senza essere costrette a perdere la qualifica e le caratteristiche che ne definiscono l’identità.
In questa prospettiva, il Governo intende procedere con la legge delega sull’artigianato, con l’obiettivo dichiarato di permettere alle imprese con una storia consolidata di crescere mantenendo i requisiti artigiani.
La crescita delle imprese viene collegata anche all’aumento dell’occupazione e al rafforzamento dei territori.
La protezione delle eccellenze italiane
La tutela del patrimonio produttivo italiano è stata affrontata anche sotto il profilo della protezione dalle imitazioni.
Meloni ha ricordato il lavoro svolto in Europa per estendere la protezione delle indicazioni geografiche protette ai prodotti dell’artigianato, oltre all’ambito agroalimentare.
Nel discorso vengono citati, tra gli esempi, il vetro di Murano, il merletto di Burano, il corallo di Torre del Greco e la ceramica di Vietri. Le prime domande, secondo quanto riferito, sono già state approvate a livello nazionale e si trovano nella fase di registrazione europea.
L’obiettivo indicato è creare una forma di tutela europea per le produzioni territoriali e contrastare la contraffazione.
Ricambio generazionale e formazione
Tra le priorità indicate dalla Presidente del Consiglio figura il ricambio generazionale. La continuità delle imprese artigiane viene infatti collegata alla capacità di trasferire competenze e conoscenze alle nuove generazioni.
Meloni ha richiamato anche il tema della formazione tecnica e professionale, criticando il pregiudizio secondo cui questo percorso rappresenterebbe una scelta di livello inferiore rispetto ad altri indirizzi di studio.
Nel suo intervento ha sottolineato il contributo di tecnici, chimici, periti agrari, geometri, cuochi, informatici, sarti, modellisti e di numerose altre professionalità al funzionamento del sistema produttivo.
Tra gli strumenti ricordati figura una misura che incentiva il passaggio al part-time dei lavoratori prossimi alla pensione, attraverso l’azzeramento dei contributi fino a 3.000 euro l’anno, a condizione che l’impresa assuma a tempo indeterminato un giovane under 35.
Sul fronte della formazione sono stati citati il liceo del Made in Italy, la riforma del percorso “4+2” e gli ITS Academy. Secondo i dati richiamati nell’intervento, dal 2011 gli iscritti agli ITS sono quasi quadruplicati e il tasso di occupazione supera stabilmente l’80% a un anno dal conseguimento del titolo.
È stata inoltre ricordata la piena operatività della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, concepita come collegamento tra il sistema della formazione e quello produttivo.
Innovazione e Transizione 5.0
La continuità delle imprese passa, secondo Meloni, anche dalla capacità di affrontare la trasformazione tecnologica.
In questo quadro è stato citato il Nuovo Piano Transizione 5.0, per il quale il Governo ha indicato risorse prossime ai 10 miliardi di euro. Nel discorso si parla di oltre 20 mila progetti presentati, per più di 6 miliardi di euro di investimenti reali mobilitati.
Tra gli altri strumenti ricordati figurano il rifinanziamento della nuova Sabatini e un nuovo bando del MIMIT rivolto alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, con 450 milioni di euro destinati a investimenti in tecnologie, intelligenza artificiale, big data, cloud e cybersicurezza.
Energia e costi per le imprese
Il costo dell’energia è stato un altro dei temi affrontati durante l’intervento.
Meloni ha ricordato gli interventi realizzati negli anni precedenti, indicando in circa 60 miliardi di euro le risorse stanziate per proteggere famiglie e imprese dall’aumento dei costi energetici.
In relazione all’aumento dei prezzi dei carburanti associato alla crisi internazionale richiamata nel discorso, la Presidente del Consiglio ha ricordato il ricorso al meccanismo delle accise mobili e altre iniziative per contenere l’impatto sui cittadini.
Ha inoltre citato l’adesione di Eni, Socar, Q8 e successivamente Tamoil a un appello rivolto alle società energetiche per contribuire a contenere il prezzo dei carburanti.
Sul piano strutturale, Meloni ha indicato tra le priorità l’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas e il ritorno al nucleare, oltre alla ricerca di una maggiore flessibilità europea per affrontare la crisi energetica.
Nel suo intervento ha parlato di una disponibilità di 14 miliardi di euro per l’Italia in due anni, da utilizzare, tra gli altri obiettivi, per contribuire alla riduzione strutturale dei costi energetici delle imprese.
Meno burocrazia per chi produce
La sburocratizzazione ha rappresentato un ulteriore punto del confronto con la CNA.
Meloni ha riconosciuto il valore dell’ascolto delle imprese nella definizione degli interventi, osservando che chi lavora quotidianamente in un determinato settore può individuare più facilmente gli adempimenti che producono maggiori difficoltà.
La riduzione degli oneri burocratici viene collegata direttamente alla possibilità per imprenditori e artigiani di dedicare più tempo alla propria attività.
L’obiettivo indicato dalla Presidente del Consiglio è quindi quello di non ostacolare chi produce ricchezza e occupazione, intervenendo sugli adempimenti che possono essere semplificati.
La firma dell’artigiano come simbolo di responsabilità
Nella parte conclusiva del discorso, Meloni ha utilizzato la pratica degli artigiani di apporre la propria firma sui prodotti come metafora della responsabilità personale.
La firma, ha spiegato la Premier, non viene interpretata come un gesto di vanità, ma come una dichiarazione di responsabilità nei confronti del risultato del proprio lavoro:
“A voi spesso capita, e concludo davvero, quando c’è un prodotto del vostro lavoro vi capita di metterci sopra una firma, perché? Io non l’ho mai visto come un fatto di vanità. L’ho sempre visto: – rispondo io per questo prodotto – la trovo una cosa meravigliosa.”
Da qui l’invito finale rivolto agli artigiani:
“continuate a firmare i vostri prodotti e noi faremo quello che possiamo perché consideriate che possiamo meritarci di mettere anche la nostra firma accanto alla vostra in queste produzioni.”
L’intervento si è concluso con un ringraziamento alla CNA e ai suoi associati e con gli auguri per gli 80 anni della Confederazione.
Foto e Fonte: Presidenza del Consiglio – Governo Italiano
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