Suini
26 Ottobre 2026
Con il Regolamento (UE) 2026/2220, 18 Comuni pavesi passano dalla zona II alla I. Il terzo bando regionale sulla biosicurezza raccoglie 108 domande
di Redazione Vet33
Si restringe la mappa della peste suina africana in provincia di Pavia. La Commissione europea ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2220. Il testo fa uscire 40 Comuni pavesi dalle zone soggette a restrizione e sposta altri 18 dalla zona II alla zona I, quella con vincoli meno stringenti. Per Regione Lombardia è la conferma che il contenimento della malattia nei cinghiali ha funzionato.
Cosa prevede il Regolamento (Ue) 2026/2220 sulla Psa
Il nuovo atto modifica l’allegato I del Regolamento di esecuzione (UE) 2023/594. È il provvedimento che stabilisce le misure speciali di controllo per la PSA e suddivide i territori colpiti in zone a diverso livello di restrizione. La zona I è un’area cuscinetto senza focolai. La zona II è quella in cui il virus circola nella popolazione di cinghiali. La revisione è stata decisa dalla Commissione sulla base dei rilevamenti e delle segnalazioni ufficiali trasmessi dall’Italia.
Secondo Regione Lombardia, le aree ancora interessate dalla malattia sono ora concentrate nella fascia compresa tra il fiume Po e l’autostrada A21.
Quali Comuni del Pavese restano in zona di restrizione I
Nella zona di restrizione I della provincia di Pavia figurano 25 Comuni. Sono Barbianello, Bosnasco, Bressana Bottarone, Broni, Campospinoso Albaredo, Canneto Pavese, Casanova Lonati, Casatisma, Castana, Castelletto di Branduzzo, Cigognola, Lungavilla, Mezzanino, Montescano, Montù Beccaria, Pinarolo Po, Pizzale, Robecco Pavese, Rovescala, San Damiano al Colle, Stradella, Verretto, Verrua Po, Voghera e Zenevredo.
Quali Comuni del Pavese restano in zona di restrizione II
Restano in zona II 38 Comuni, per la maggior parte collocati tra la Valle Staffora e le colline dell’Oltrepò. Sono Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Brallo di Pregola, Calvignano, Casteggio, Cecima, Codevilla, Colli Verdi, Corvino San Quirico, Fortunago, Godiasco, Golferenzo, Lirio, Menconico, Montalto Pavese, Montebello della Battaglia, Montecalvo Versiggia, Montesegale, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pietra de’ Giorgi, Ponte Nizza, Redavalle, Retorbido, Rivanazzano, Rocca de’ Giorgi, Rocca Susella, Romagnese, Santa Giuletta, Santa Margherita di Staffora, Santa Maria della Versa, Torrazza Coste, Torricella Verzate, Val di Nizza, Varzi, Volpara e Zavattarello.
Perché le restrizioni sono state ridotte: il ruolo dei servizi veterinari
La Regione attribuisce il risultato al lavoro coordinato di più soggetti. Hanno operato il Commissario e il Subcommissario straordinario alla PSA, Regione Lombardia, ERSAF, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER), le ATS, il Parco del Ticino e la Polizia provinciale. Insieme hanno contenuto la diffusione della malattia nei cinghiali e documentato alla Commissione europea l’efficacia delle azioni di contrasto.
Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, ha sottolineato il contributo della componente veterinaria pubblica: “Un riconoscimento particolare va alla UO Veterinaria della Direzione generale Welfare e ai servizi veterinari dei Dipartimenti di prevenzione delle ATS, che hanno operato con competenza e professionalità nelle attività di sorveglianza e controllo sul territorio”. L’assessore ha poi richiamato la necessità di tenere alta l’attenzione su prevenzione e biosicurezza.
Sul fronte produttivo è intervenuto Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Lombardia. Beduschi ha riconosciuto anche la responsabilità dimostrata dagli allevatori e ha ricordato il peso della regione nel comparto: “Per la nostra Regione, prima in Italia con il 49% dei suini allevati a livello nazionale e per la valorizzazione delle carni nei circuiti della salumeria DOP e IGP, è un risultato confortante, che deve dare ancora maggiore forza e responsabilità alla filiera”.
Bando biosicurezza in Lombardia: 108 domande per 12,5 milioni
In parallelo si è chiuso il terzo bando regionale per la prevenzione della PSA negli allevamenti suinicoli. Sono arrivate 108 domande, una per ciascun allevamento, per investimenti strutturali in biosicurezza che superano complessivamente i 12,5 milioni di euro. Le richieste si concentrano nelle province di Mantova, Cremona, Brescia e Lodi, i territori lombardi a più alta densità suinicola. L’assessorato all’Agricoltura ha annunciato l’avvio della fase istruttoria sulle domande.
CITATI: ALESSANDRO BEDUSCHI, GUIDO BERTOLASO
TAG: PESTE SUINA AFRICANA
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