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Una persona con disabilità psichica grave può ottenere un mutuo agevolato per la prima casa?
Dal 3 agosto 2026 sì. Il fondo prima casa Consap è una garanzia pubblica che copre fino all’80% del mutuo per le persone con disabilità grave — inclusa quella psichica, se riconosciuta ai sensi della legge 104/1992 — e per i familiari conviventi che se ne prendono cura.
Un aiuto concreto per l’autonomia abitativa
La misura nasce dalla legge 2 luglio 2026, n. 116, di conversione del decreto-legge sul cosiddetto “Piano Casa”.
Il Fondo di Garanzia per la Prima Casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dal 2013, esisteva già per giovani coppie, under 36 e famiglie numerose. Da agosto si estende per la prima volta anche a chi convive con una disabilità grave, riconoscendo il peso economico che spesso accompagna la cura di un familiare con una condizione psichiatrica severa.
La notizia riguarda un aspetto concreto e poco discusso del “progetto di vita”: l’accesso alla casa come base per l’autonomia.
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Cos’è il fondo prima casa Consap e come funziona la garanzia
Il fondo non eroga direttamente il mutuo. Fornisce alle banche aderenti una garanzia statale su una parte del capitale finanziato.
Se chi ha ottenuto il mutuo non riesce più a pagare le rate, lo Stato rimborsa alla banca la quota garantita.
Questo meccanismo riduce il rischio per l’istituto di credito e permette, nei casi con garanzia più alta, di ottenere il mutuo anche senza anticipo, coprendo fino al 100% del valore dell’immobile.
Il fondo si applica solo all’acquisto (o alla ristrutturazione ed efficientamento) della prima abitazione principale, non di lusso, e con mutuo fino a 250.000 euro. Chi fa domanda non deve essere proprietario di altri immobili a uso abitativo, in Italia o all’estero.
Cosa cambia dal 3 agosto 2026 per la disabilità psichica grave
Il nuovo articolo 4-bis della legge estende il fondo a due categorie:
- le persone con disabilità permanente grave, accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992 — la norma che riconosce le situazioni di gravità, comprese quelle psichiatriche;
- i familiari — figlio, figlia, fratello o sorella del richiedente — che convivono da almeno due anni con una persona con questo tipo di disabilità.
Non basta un generico riconoscimento di invalidità civile: serve l’accertamento di gravità previsto dal comma 3 dell’articolo 3.
Per chi assiste un familiare con un disturbo psichiatrico severo, questo significa che la certificazione già ottenuta per altri benefici (permessi lavorativi, indennità) può valere anche qui, se attesta la gravità.
La garanzia potenziata all’80% resta in vigore fino al 31 dicembre 2027. Per sostenerla sono stati stanziati 6 milioni di euro per il 2026 e 8 milioni per il 2027.
Quanto copre la garanzia: la tabella riassuntiva
| Categoria richiedente | Garanzia base | Garanzia potenziata |
|---|---|---|
| Richiedenti generici | 50% della quota capitale | — |
| Under 36 con ISEE ≤ 40.000 €, giovani coppie, famiglie numerose | 50% | fino all’80-90% |
| Persone con disabilità grave / familiari conviventi | 50% | 80% se ISEE del nucleo ≤ 40.000 € annui |
Se il tasso applicato dalla banca (TEG) supera il tasso medio di riferimento (TEGM), la garanzia elevata può comunque essere riconosciuta entro un margine calcolato sul tasso IRS a dieci anni.
Da sapere:
la garanzia pubblica non sostituisce la normale valutazione della banca, che verifica comunque reddito, sostenibilità della rata e affidabilità creditizia prima di concedere il mutuo.
Inoltre, se il tasso della banca supera la media di mercato calcolata trimestralmente (TEGM), la garanzia elevata può comunque essere riconosciuta: in questo caso la banca può applicare un tasso più alto solo entro un margine preciso, legato a quanto sono saliti i tassi di riferimento dal trimestre precedente, non a piacere.
Se invece i tassi di mercato sono scesi, la banca deve applicare comunque le condizioni più favorevoli.
La regola vale per le domande presentate fino al 31 dicembre 2027.
Come si presenta la domanda
La richiesta non si presenta a Consap direttamente, ma tramite una banca o un intermediario aderente al fondo.
I passaggi sono:
- verificare i requisiti (prima casa, ISEE, certificazione di gravità, importo del mutuo entro 250.000 euro);
- rivolgersi a una banca aderente, consultando l’elenco pubblicato sul sito Consap;
- compilare il modulo ufficiale, scaricabile solo dai siti di MEF, ABI o Consap;
- attendere che la banca trasmetta la richiesta a Consap per la valutazione e il rilascio della garanzia.
Per informazioni dirette:
telefono: 06.85796408 | email: fondocasa@consap.it | PEC: consap@pec.consap.it.
Perché conta per chi vive la disabilità psichica in famiglia
Le famiglie che assistono una persona con un disturbo psichiatrico grave affrontano spesso spese continuative — cure, assistenza, riduzione dell’orario di lavoro di chi si prende cura — che rendono più difficile accedere a un mutuo con i criteri ordinari.
Una garanzia pubblica più ampia non risolve da sola il problema dell’abitare, ma riduce un ostacolo concreto nel percorso verso una casa stabile, elemento centrale in ogni progetto di vita autonomo.
Per la documentazione ISEE e la certificazione di gravità, è utile rivolgersi a un CAAF o a un patronato prima di contattare la banca.
In sintesi
- Dal 3 agosto 2026 il fondo prima casa Consap copre anche le persone con disabilità grave (inclusa quella psichica) e i familiari conviventi che le assistono.
- La garanzia sale fino all’80% con ISEE del nucleo entro 40.000 euro annui.
- La domanda si presenta in banca, non direttamente a Consap.
Immagine sotto il titolo generata con strumenti di intelligenza artificiale. Podcast e immagini nel testo generati con Gemini Notebook (Google). Ricerca delle fonti e stesura di questo articolo realizzate con il supporto di Claude (Anthropic) su tema e impostazione scelti dall’Autore, che ne ha curato la revisione finale.
Per i dubbi più comuni, ecco le domande frequenti.
FAQ
È una garanzia pubblica statale, gestita da Consap per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che copre una parte del mutuo per l’acquisto della prima abitazione principale. Non è un contributo diretto: riduce il rischio per la banca, che così può concedere il mutuo più facilmente, anche senza anticipo nei casi con garanzia elevata.
Le persone con disabilità permanente grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992 — comprese le condizioni psichiatriche gravi certificate secondo questo criterio — e i familiari (figlio, figlia, fratello, sorella) che convivono con loro da almeno due anni.
La garanzia base è del 50% della quota capitale del mutuo. Sale all’80% se l’ISEE del nucleo familiare non supera i 40.000 euro annui.
Serve l’accertamento previsto dal comma 3 dell’articolo 3 della legge 104/1992, non un generico riconoscimento di invalidità civile. La certificazione può coincidere con quella già rilasciata per altri benefici, se attesta la gravità.
Non a Consap direttamente, ma a una banca o a un intermediario finanziario aderente al fondo. L’elenco delle banche aderenti è pubblicato sul sito di Consap.
250.000 euro, per l’acquisto (o la ristrutturazione ed efficientamento) della prima abitazione principale, non di lusso.
Fino al 31 dicembre 2027, secondo quanto previsto dalla legge 116/2026.
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