VIBE, Virtual Immersion for Better Environments


Hai mai notato che uno spazio può cambiare come ti senti?

Il nostro progetto nasce in Barriera di Milano, dove un edificio in disuso sta per trasformarsi nello “Spazio Giovani”, un nuovo punto di cultura e comunità. Il team di ricercatrici e ricercatori di UniTo, insieme alla Fondazione Mamre, vuole creare un’esperienza immersiva che permetta alle ragazze e ai ragazzi del quartiere di entrare virtualmente nello “Spazio Giovani” in anteprima. Durante questa esperienza raccoglieremo le reazioni dei futuri utenti per progettare ambienti capaci di trasmettere accoglienza e senso di appartenenza, promuovendo benessere e inclusione.

Ma per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto! La tua donazione ci aiuterà a sostenere il lavoro di giovani ricercatori e ricercatrici del team e a trasformare questo progetto in un modello di rigenerazione urbana più partecipato.

Unisciti a noi per costruire spazi sempre più pensati per chi li vivrà!

[ENGLISH VERSION]

Da dove nasce questa idea? 

Ogni luogo nasce da un’idea. Ma se quell’idea nasce ascoltando le persone che lo vivranno, può diventare qualcosa di davvero speciale.

Tutto parte da Barriera di Milano, dove Fondazione Mamre, da anni impegnata nel quartiere in percorsi di inclusione, ascolto e partecipazione sociale, ha immaginato di trasformare un’ex falegnameria in un nuovo punto di riferimento per le nuove generazioni e per tutta la comunità. Nasce così lo “Spazio Giovani”: un nuovo centro socioculturale ibrido aperto accogliente e inclusivo, pensato per ospitare cultura, formazione, creatività, relazioni e partecipazione. 

Una domanda ci ha accompagnato fin dall’inizio: Come possiamo progettare uno spazio che faccia sentire davvero accolte le persone che lo vivranno?

Per rispondere, abbiamo costruito un percorso che unisce comunità, architettura e ricerca scientifica.

Chi sta costruendo questo progetto?

Serve un’alleanza tra chi conosce il territorio, chi sa immaginare gli spazi e chi mette la ricerca scientifica al servizio della comunità, trasformando le emozioni in uno strumento scientifico di progettazione.

Fondazione Mamre è il cuore del progetto. Da anni lavora in Barriera di Milano, costruendo relazioni, ascoltando il territorio e accompagnando giovani e famiglie. È grazie a questa presenza quotidiana che nasce l’idea dello “Spazio Giovani”.

Studentesse e studenti internazionali del corso di Design for Living del Politecnico di Torino, insieme al corpo docenti, mettono a disposizione competenze di progettazione e di design partecipato, per trasformare bisogni, desideri e idee raccolti sul territorio in proposte concrete di riqualificazione.

Grazie al nostro team di ricerca multisciplinare dell‘Università di Torino i progetti diventeranno realtà. A rendere possibile tutto questo sarà il centro di ricerca interdipartimentale Human Science & Technologies (HST) dell’Università di Torino, una infrastruttura di ricerca dell’Ateneo, che coinvolge 13 Dipartimenti, nata per integrare competenze e tecnologie provenienti dalle neuroscienze cognitive, dall’informatica, dalla psicologia e dalle scienze sociali per lo studio del comportamento umano. HST rappresenta un punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione sul territorio, mettendo a disposizione laboratori e strumentazioni all’avanguardia. Ha già realizzato oltre 30 progetti di ricerca applicata sviluppati insieme a imprese, enti e realtà del territorio, con un significativo impatto scientifico e sociale. 

Come si progetta uno spazio insieme alla comunità?

Abbiamo costruito un percorso che mette al centro le persone.

Ascoltare

Come primo passo, Fondazione Mamre ha coinvolto le studentesse e gli studenti delle scuole di Barriera di Milano, chiedendo loro come immaginano un luogo dedicato ai giovani, alla cultura e alla condivisione.

Immaginare

Partendo dalle loro idee, le studentesse e gli studenti del corso Design for Living del Politecnico di Torino hanno sviluppato diverse proposte progettuali per trasformare l’ex falegnameria nello “Spazio Giovani”.

Ricostruire

Il nostro gruppo di ricerca trasformerà queste proposte in ambienti virtuali immersivi, ricostruendo gli spazi, i colori, la luce e l’atmosfera del futuro “Spazio Giovani”.

Esplorare 

Prima ancora che venga realizzato, i futuri utenti potranno entrare nello “Spazio Giovani”, camminare, muoversi tra gli ambienti e sperimentare in prima persona la disposizione degli spazi, la luce, i colori e l’atmosfera.

Capire

Durante questa esperienza utilizzeremo strumenti di ricerca non invasivi per registrare le reazioni emotive implicite delle persone e comprendere quali ambienti le fanno sentire più accolte, serene e coinvolte.
Queste informazioni ci aiuteranno a scegliere le soluzioni più adatte, trasformando le emozioni in uno strumento concreto di progettazione.

La tecnologia, le competenze e la visione ci sono già. 

Il team di HST metterà a disposizione del progetto competenze scientifiche, laboratori, tecnologie e attività di supervisione. I fondi raccolti permetteranno di finanziare il lavoro dedicato di due giovani ricercatrici o ricercatori, impegnati nello sviluppo degli ambienti virtuali e nella raccolta e analisi dei dati psicofisiologici.

Ciò che manca e che noi vogliamo costruire è un percorso che sia capace di integrare la comunità nel processo di trasformazione di uno spazio che poi rimarrà alla comunità stessa.

Vogliamo che chi entrerà nello “Spazio Giovani” possa dire: “questo posto è anche mio”.

Cosa potremo costruire insieme grazie alla tua donazione?

Per trasformare questa idea in realtà, abbiamo bisogno di un supporto concreto. I fondi raccolti saranno utilizzati per tre pilastri fondamentali:

  • Borsa di ricerca di 1.5 mesi per lo sviluppo degli ambienti virtuali (2.250 €): per sostenere attività di ricerca nell’ambito della realtà virtuale e della programmazione, finalizzate alla ricostruzione digitale dello “Spazio Giovani” e alla realizzazione di esperienze immersive che permettano alle persone di esplorarlo in anteprima.
  • Borsa di ricerca di 1.5 mesi per l’analisi delle emozioni e del benessere (2.250 €): per sostenere attività di ricerca nell’ambito delle neuroscienze cognitive dedicate alla raccolta e all’analisi dei segnali psicofisiologici, con l’obiettivo di comprendere quali ambienti favoriscono maggiore accoglienza, serenità e coinvolgimento emotivo.
  • Materiale sperimentale (200 €): per l’acquisto degli strumenti necessari alla realizzazione del progetto, come gel conduttivo, sensori psicofisiologici e materiale per l’analisi dell’esperienza degli utenti.

Abbiamo però una grandissima opportunità: Se raggiungeremo l’obiettivo, l’Università di Torino raddoppierà la cifra raccolta!

Cosa significa concretamente?

Una volta raggiunto l’obiettivo grazie al tuo prezioso aiuto, potremo estendere la durata di entrambe le borse di ricerca da 1.5 a 3 mesi. Questo raddoppio del tempo sarà fondamentale per permettere al team di ricerca di non fermarsi a metà strada, ma di seguire il progetto fino alla sua realizzazione finale, accompagnando tutte le fasi di sviluppo, sperimentazione e analisi dei dati. 
Inoltre, il raddoppio di UniTo ci consentirà di acquistare ulteriore materiale per la raccolta dei dati psicofisiologici, ampliando il numero di persone coinvolte nello studio e raccogliendo un quadro ancora più ricco e rappresentativo delle esigenze della comunità.

Con un solo gesto, il tuo contributo varrà il doppio e aiuterà a costruire uno spazio progettato davvero insieme alla comunità!

Allora perché ci serve aiuto?

Perché un progetto con un impatto sociale così forte richiede tempo, cura e persone che possano dedicarsi ad esso completamente. Potrai sostenere giovani ricercatrici e ricercatori con competenze specifiche nella realtà virtuale e nelle neuroscienze cognitive, offrendo loro la possibilità di contribuire attivamente al progetto e di crescere professionalmente e accademicamente.

Perché donare?

Sostenere questa campagna significa fare molto più che finanziare una ricerca.

Significa contribuire alla nascita di uno spazio pubblico progettato insieme alle persone che lo vivranno ogni giorno. 

Anche tu, donando, diventerai parte di questo processo di co-progettazione dello “Spazio Giovani”, aiutando la comunità a scegliere gli ambienti che sapranno far sentire i giovani accolti, coinvolti e a casa.

Il tuo contributo ci permetterà di mettere la tecnologia al servizio delle persone, trasformando la ricerca in uno strumento concreto per ascoltare la comunità e costruire uno spazio che rispecchi davvero i suoi bisogni. 

Forse, un giorno, entrerai anche tu nello “Spazio Giovani”.

E potrai dire di aver contribuito a costruirlo.

Puoi aiutarci donando quello che puoi e, soprattutto, condividendo questa campagna con amici, familiari e sui social. 

Ogni piccolo gesto ci aiuta a costruire un pezzo di futuro per il quartiere e per la comunità!

Perché serve la ricerca? 

Per trasformare questo percorso in un progetto scientificamente rigoroso possiamo contare sui laboratori di HST. Utilizzeremo tecnologie avanzate di realtà virtuale, sensori psicofisiologici e sistemi di eye tracking per comprendere come le persone vivono gli spazi e quali elementi favoriscono benessere, accoglienza e senso di appartenenza.

Durante l’esperienza virtuale, utilizzeremo sensori non invasivi per osservare le reazioni emotive e fisiologiche delle persone, come le variazioni nel battito cardiaco, il livello di sudorazione, la dilatazione pupillare e il comportamento dello sguardo. La tecnologia sarà lo strumento attraverso cui ascoltare la comunità in modo nuovo e trasformare la ricerca in un aiuto concreto per progettare uno spazio migliore.

L’obiettivo non è soltanto progettare un edificio bello da vedere, ma creare uno spazio capace di generare benessere reale per chi lo vivrà ogni giorno. 

Perché un luogo cambia davvero un quartiere solo quando le persone riescono a sentirlo proprio!

Chi siamo?

Eugenio Scaliti, Tecnico della Ricerca di Human Science & Technologies, Dipartimento di Management “Valter Cantino”

Carlotta Fossataro, Ricercatrice in Neuroscienze Cognitive e Neuropsicologia, Dipartimento di Psicologia

Francesca Garbarini, Prof.ssa Ordinaria di Neuroscienze Cognitive e Neuropsicologia, Dipartimento di Psicologia e Direttrice di Human Science & Technologies

Vittorio Lauro, Dottorando in Tecnologie per i Beni Culturali, Dipartimento di Informatica

Chiara Terzo, Assegnista di Ricerca Post-Doc in Neuroscienze Cognitive e Neuropsicologia, Dipartimento di Psicologia

Silvio Zara, Borsista di Ricerca in realtà virtuale e tecnologie immersive per le Neuroscienze, Dipartimento di Psicologia 

Carlotta Zampese, Dottoranda in Medicina e Terapia Sperimentale, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche

Marcella Romeo, Assegnista di Ricerca Post-Doc in Neuroscienze Cognitive e Neuropsicologia, Dipartimento di Psicologia  


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