la riunione e i messaggi con i manager di deloitte per il business…


Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

VALTER LAVITOLA DURANTE UNO DEI SUOI SAFARI IN AFRICA

La rete tentacolare di Valter Lavitola è avvolgente, ma soprattutto imprevedibile. Così nel groviglio di affari e incroci societari con vista sull’Africa e sul carbon credit non mancano i colpi di scena.

 

Domani può rivelare una riunione molto particolare che aggiunge un altro tassello a questa storia infinita che riguarda la società Deloitte, multinazionale di servizi alle imprese. In particolare un incontro alla presenza di alcuni referenti della spa, di amministratori di una società bergamasca con l’immancabile Valter Lavitola in collegamento. Incontro che si svolge nell’aprile scorso quando il faccendiere era a caccia di nuovi investitori per l’avventura africana.

 

VALTER LAVITOLA IN AFRICA – 2

[…]  le minacce che avrebbe subito Fabio Mazzoni, amministratore di Neutralia, la società che si occupa di offrire consulenze nel settore dei crediti di carbonio. Lavitola, secondo la ricostruzione dell’imprenditore, lo avrebbe pressato per firmare un accordo di risoluzione a lui favorevole.

 

«Ero in motorino, ero quasi arrivato a lavoro. Lavitola mi chiama e mi dice: “Queste cose te le dico anche al telefono, devi firmare quel contratto, a Gianluca (De Marchi, ndr) vado a casa e lo costringo con la forza, ti metto nei casini in Zimbabwe e Camerun, ti faccio arrestare”.

 

FABIO MAZZONI

In un’altra occasione, qualche settimana prima, mi aveva detto che mi avrebbe fatto fare un servizio contro da Report. Per me erano minacce e pressioni chiare e, in realtà, non sono stato in grado di reagire», ha svelato l’imprenditore a Domani.

 

Proprio Mazzoni, insieme con il socio Gianluca De Marchi (sono entrambi titolari della più famosa Urban Vision, ndr), entra nel grande affare africano con Lavitola attraverso proprio Neutralia.

 

L’incrocio commerciale aveva l’obiettivo di mettere a valore le concessioni che Lavitola vantava di possedere in Africa inizia nel 2024. Il primo a sfilarsi è Giuseppe Lavitola, figlio del faccendiere, che di questa storia non vuole parlare.

 

VALTER LAVITOLA IN AFRICA – 1

«La situazione è grave, ma non è seria. Dietro mio padre c’è solo mio padre», racconta a chi lo conosce bene, profondamente rammaricato per quanto accaduto. […]

 

Torniamo alla campagna d’Africa dove imbarcano anche Valter Lavitola, che aveva convinto tutti della sua resipiscenza. Il padre redento, l’uomo nuovo dopo gli scandali e i reati, in realtà era il Lavitola di sempre. Dopo l’uscita del figlio anche i soci di Neutralia, in particolare Mazzoni che seguiva il business, cominciano a nutrire grossi dubbi.

 

[…]

 

VALTER LAVITOLA

Ecco Deloitte. La spa si occupa di realizzare una due diligence per inquadrare gli investimenti in corso. «Avevamo iniziato ad avere qualche dubbio, lo avevo palesato a Lavitola e volevo una Big Four (una grande società di revisione contabile) in grado di controllare le presunte concessioni così ci siamo rivolti a Deloitte», spiega Mazzoni. Neutralia nell’affare ha perso quasi un milione di euro.

 

Domani ha letto comunicazioni e interlocuzioni dalle quali emerge chiara la capacità di Lavitola di uscire dalla porta e rientrare dalla finestra arrivando a chiunque con la sua rete tentacolare. E, ancor di più, in questa storia mai nessuno ha eccepito qualcosa sul suo noto curriculum criminale. Gli unici dubbi sono arrivati dalle autorità africane.

 

DELOITTE

Il 10 ottobre Alessandro Caminiti di Deloitte invia un’email a Lavitola con questo oggetto “Neutralia -lettera d’incarico”. Nell’email, che si apriva con un ‘Ciao Walter’, c’era un aggiornamento della lettera d’incarico e i tempi, cinque settimane, per la realizzazione del report. In copia c’erano altri due professionisti di Deloitte.

 

Un’email che arriva sei giorni prima della bomba che colpirà le auto di Ranucci, il suo amico fraterno, piano ordito da Lavitola. La due diligence, nella quale Lavitola senior non è menzionato, arriva il 16 dicembre 2025. Evidenzia una fase progettuale non compiuta, i sette progetti erano ben lontani dal generare valore, l’iter era ancora lungo.

 

Natalia Potenza VALTER LAVITOLA

Ma i colpi di scena non finiscono. Deloitte, Climate e Sustainability srl che ha sottoscritto l’accordo con Neutralia, emette fattura e poi una nota di credito. In pratica non prende soldi per il lavoro svolto.

 

Il tutto viene comunicato il 16 gennaio 2026 quando dalla pec della società arriva la comunicazione di risoluzione consensuale dell’accordo sottoscritto. Deloitte si sfila ed esce di scena. Almeno così sembra. A fine marzo arriva la risoluzione dell’accordo di investimento sottoscritto tra Neutralia e Lavitola. Accordo che prevedeva un impegno di 400mila euro nei confronti del faccendiere, in realtà ne sono stati versati solo 25mila.

 

GOMES TAVARES – SIGFRIDO RANUCCI – VALTER LAVITOLA – MEME BY OSHO

Pochi giorni dopo una dipendente di Neutralia, il giorno prima di Pasqua, organizza una call su richiesta di Lavitola. Sono collegati alcuni dirigenti di Deloitte, i titolari dell’impresa Macos e Lavitola. Neutralia presenta il progetto del Carbon Credits, viene inviato a Ferdinando Emiliano Russo di Deloitte. Proprio Russo lo gira agli altri partecipanti alla call, tra questi i titolari della Macos.

 

Si tratta di un’impresa bergamasca che era interessata all’affare africano, ma poi declina. Una vicenda raccontata dal quotidiano Libero che aveva svelato i trascorsi tra Deloitte e Macos: la società aveva assistito l’azienda bergamasca nell’acquisizione di una tenuta agricola in provincia di Siena, destinata allo sviluppo di un progetto di luxury hospitality. E chi c’era dietro quella compravendita?

 

VALTER LAVITOLA

Secondo l’ex compagna del faccendiere, Natalia Potenza, e il suo avvocato, Giuseppe Cavallaro, ci sarebbe Lavitola. In particolare ci sarebbe lui dietro una società britannica, la Mansfield Brown limited (con procuratore speciale l’avvocato napoletano Alfonso Luigi Marra) che ha ceduto a metà 2026 le quote di una srl che aveva in pancia i terreni.

 

L’intermediazione immobiliare sarebbe stata seguita proprio dal pluripregiudicato. Il faccendiere che appare e scompare.


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