CREMONA – La città ferita non si deve fermare, il nubifragio ci ha insegnato quanto siamo legati gli uni agli altri e dopo la mobilitazione corale nell’emergenza, anche la ripresa dovrà coinvolgere tutti perchè «abbiamo bisogno di sentire che, anche nell’incertezza, abbiamo sempre l’opportunità di costruire qualcosa insieme». Dunque i progetti magari slittano, ma non si fermano. Lo assicura il sindaco Andrea Virgilio in una lettera aperta ai cremonesi. Che parte proprio dalle ferite: «Vedere danneggiati spazi così familiari ci ha fatto sentire quanto siano parte della nostra esistenza. Nel profilo della cattedrale e della Torre civica del Comune riconosciamo Cremona, la sua storia e qualcosa di noi stessi».
GLI ALBERI DA RIPIANTARE
«Il vuoto lasciato dagli alberi abbattuti ci tocca da vicino», scrive il sindaco. «Per questo proporrò una campagna di crowdfunding dedicata a nuove piantumazioni: una raccolta fondi aperta ai cittadini e alle realtà che vorranno sostenere interventi in specifiche aree. Ciascuno potrà contribuire secondo le proprie possibilità, per recuperare il verde perduto e incrementare il numero di alberi a Cremona. Piantare un albero sarà anche un modo per sentirsi parte di questa ripresa». Ma la questione del verde è legata al cambiamento climatico che «ci chiede di ripensare l’organizzazione urbana e di tradurre questa consapevolezza nelle scelte di ogni giorno. Significa scegliere quali alberature mettere a dimora e come curarle, gestire le acque, rendere permeabili i suoli, migliorare la sicurezza degli edifici e la qualità degli spazi pubblici. Sono decisioni concrete, dalle quali dipenderà sempre di più il nostro modo di vivere la città».
IL CLIMA
Virgilio annuncia anche che «il 19 ottobre organizzeremo presso l’Università Cattolica un convegno sull’energia e sul clima. Sarà l’avvio pubblico del percorso per definire il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima di Cremona, lo strumento strategico con cui individuare obiettivi e interventi per affrontare le sfide climatiche e accompagnare la transizione energetica. Il confronto tra istituzioni, mondo scientifico e competenze tecniche ci aiuterà a scegliere come ridurre le emissioni, sviluppare le energie rinnovabili e rendere Cremona più capace di adattarsi al clima che cambia».
LA MOBILITAZIONE CORALE
Dal sindaco poi arriva il grazie a chi si è mobilitato: cittadini, associazioni e istituzioni. «In questi giorni difficili — scrive Virgilio — abbiamo potuto contare su una comunità presente, pronta ad assumersi responsabilità. Il Comune e la Provincia, insieme alle altre istituzioni, hanno garantito decisioni tempestive e un impegno costante. Desidero ringraziare in modo particolare le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Cremona e i tecnici di Aem. Hanno compreso la delicatezza del momento e risposto con competenza e disponibilità: un lavoro prezioso, del quale sento il dovere di riconoscere il valore. Il contributo dei Vigili del fuoco è stato decisivo. Alle forze dell’ordine, alla Polizia locale, al 10° Reggimento Genio Guastatori, alle volontarie e ai volontari della Protezione civile va la nostra gratitudine, così come alla Prefettura per il coordinamento degli interventi. Tutti insieme hanno vinto la corsa contro il tempo per consentire la riapertura delle nostre scuole all’avvio dell’anno scolastico. Preziosa è stata anche la collaborazione con la Diocesi nella tutela del patrimonio. Accanto a questo impegno abbiamo visto una mobilitazione diffusa e spontanea. Cittadine e cittadini si sono chiesti che cosa potessero fare e si sono messi a disposizione. Le associazioni hanno portato il lavoro dei volontari; singole imprese hanno offerto mezzi, professionalità e tempo, anche mentre affrontavano i danni subiti dalle proprie attività. C’è un tratto che accomuna questi gesti: prima di chiedere, hanno dato alla comunità. Pur dentro le proprie preoccupazioni, hanno trovato attenzione per le difficoltà degli altri e messo a disposizione ciò che potevano. È così che il senso di appartenenza diventa responsabilità concreta. Superata la prima fase dell’emergenza, ci attende un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi».
GLI AIUTI
C’è poi la questione delle risorse necessarie alla ripartenza: «Sappiamo bene che molti di voi hanno subito danni importanti e che ci sono famiglie che ancora non sono riuscite ad rientrare nelle loro abitazioni. Sarà dunque fondamentale che gli impegni assunti dalla Regione e dal Governo si traducano in provvedimenti e finanziamenti effettivi. La ripresa ha bisogno di risorse sulle quali poter fare affidamento. La ricostruzione dovrà procedere insieme alla capacità di ritornare a progettare. Le istituzioni locali hanno il dovere di tenere aperte le prospettive di Cremona e del territorio, dedicando energie alle necessità immediate e alle opportunità che possono migliorare la vita della comunità negli anni a venire».
IL FUTURO
Da qui lo sguardo in prospettiva: «Anche questo — sottolinea Virgilio — significa dare fiducia a una città colpita: continuare a lavorare per il suo futuro. Continueremo a impegnarci per il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, per rendere il territorio più accessibile e sostenere il lavoro, lo studio e le attività economiche. Accompagneremo la valorizzazione delle nostre eccellenze e delle filiere produttive, sostenendo il progetto delle Zone di innovazione e sviluppo dedicato all’agroalimentare. Sosterremo Cremona Fiere nei suoi progetti strategici e confermeremo gli interventi di rigenerazione urbana, a partire da ‘Giovani in centro’, dalla riqualificazione delle piazze e dell’area della stazione, lo sviluppo dell’Università a Cremona. Le necessità di questa fase potranno comportare qualche slittamento, ma resta ferma la volontà di portare avanti questi progetti, per ciò che possono offrire alla vita quotidiana delle persone. La candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029 fa parte di questo impegno. Ci invita anzitutto a interrogarci sul senso del nostro cammino: quale città vogliamo diventare? Quali opportunità vogliamo offrire? Come possiamo rendere la cultura parte della vita delle persone? Il dossier che presenteremo avrà il valore di un piano strategico su base culturale. La cultura ci aiuta a comprendere ciò che viviamo, a trovare parole per le inquietudini, a immaginare possibilità e a confrontarci con punti di vista diversi dal nostro. Ci offre luoghi e occasioni per incontrarci, prendere parola, sentirci parte delle scelte. Per questo appartiene al fondamento della vita democratica. L’esperienza di questi giorni ci ha ricordato quanto la vita di ciascuno sia legata a quella degli altri. Abbiamo bisogno di luoghi sicuri, di istituzioni affidabili, di persone sulle quali poter contare. E abbiamo bisogno di sentire che, anche nell’incertezza, abbiamo sempre l’opportunità di costruire qualcosa insieme».
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