Crisi autotrasporto Calabria: 10 richieste


COSENZA – La protesta partita dal Tirreno cosentino supera i confini delle strade e dei presidi e approda nelle sedi istituzionali. Non soltanto camionisti in difficoltà, ma imprese che rischiano di non reggere più il peso dei costi, artigiani schiacciati dagli oneri contributivi e famiglie alle prese con un carovita che continua a comprimere il potere d’acquisto. La crisi dell’autotrasporto in Calabria diventa una vertenza economica e sociale che chiama direttamente in causa il Governo nazionale.

Questa mattina, lunedì 26 ottobre 2026, nella Sala degli Stemmi della Provincia di Cosenza, i rappresentanti del presidio di San Lucido hanno incontrato amministratori locali e provinciali per illustrare le ragioni della mobilitazione e presentare un documento programmatico articolato in dieci punti.

A promuovere l’iniziativa è stato il Comitato Territoriale del Tirreno Cosentino, spontaneo e libero, “In Calabria con Dignità”, che punta a trasformare la protesta degli ultimi giorni in una piattaforma di rivendicazioni economiche, fiscali e previdenziali da sottoporre alle istituzioni nazionali.

Crisi autotrasporto, i sindaci del Cosentino ascoltano le ragioni della protesta

L’incontro ha registrato una significativa partecipazione istituzionale, a testimonianza dell’attenzione riservata a una vertenza che interessa non soltanto il comparto dei trasporti, ma l’intero sistema produttivo del territorio.

Presenti il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, il sindaco di San Lucido, Cosimo De Tommaso, il sindaco di Verbicaro, Felice Spingola, il sindaco di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, e il sindaco di Cleto, Armando Bosso. Hanno partecipato anche i consiglieri provinciali Graziano Di Natale e Caterina Bruno.A dare voce alle istanze del presidio di San Lucido è stata Graziella Chilelli, intervenuta per rappresentare le difficoltà e le preoccupazioni di quanti hanno aderito alla mobilitazione.

Il confronto ha consentito di portare all’attenzione degli amministratori una situazione che, secondo i manifestanti, sta diventando insostenibile. Il problema non riguarda esclusivamente l’aumento dei costi di esercizio dei mezzi pesanti, ma coinvolge la pressione fiscale, gli oneri previdenziali, le spese energetiche e le difficoltà strutturali che penalizzano le imprese calabresi.

Dieci richieste al Governo: dalle accise sui carburanti alla riduzione dell’IVA

Il documento programmatico elaborato dai rappresentanti della protesta contiene dieci richieste che affrontano alcune delle principali criticità economiche denunciate dagli operatori.

La prima riguarda l’azzeramento completo delle accise sui carburanti, tanto per gli utilizzi professionali quanto alla distribuzione, ritenuto dal Comitato un intervento indispensabile per ridurre i costi e contrastare la crisi di liquidità delle imprese.

La seconda proposta punta al ripristino di un regime IVA agevolato per l’autotrasporto. Secondo i promotori, l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 22%, insieme ai ritardi negli incassi dalla committenza, determina difficoltà finanziarie per le aziende, costrette ad anticipare risorse prima di ricevere i pagamenti.

Si tratta di una rivendicazione che, per trovare applicazione, richiederebbe una specifica valutazione normativa, anche in relazione alla disciplina europea dell’imposta sul valore aggiunto.

Un altro punto centrale riguarda la riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali a carico delle imprese per i lavoratori dipendenti, con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’occupazione, sostenere le retribuzioni nette e contenere il costo del lavoro.

Il Comitato chiede inoltre maggiori garanzie previdenziali per gli artigiani, denunciando uno squilibrio tra i contributi versati durante l’attività lavorativa e i trattamenti pensionistici percepiti al termine della carriera.

Cartelle, sanzioni e caro energia: la protesta coinvolge tutte le attività produttive

Le rivendicazioni non si fermano al settore dell’autotrasporto.Nel documento viene richiesto anche un drastico abbattimento delle sanzioni e degli interessi applicati ai ritardi nel pagamento dei tributi arretrati, attraverso misure che consentano alle imprese di regolarizzare le proprie posizioni senza compromettere ulteriormente la liquidità aziendale.

Particolare attenzione viene riservata al costo dell’energia.

Il Comitato propone tariffe agevolate e interventi per contenere le spese energetiche sostenute da uffici, laboratori, officine e altre realtà produttive.

L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi fissi comprometta la continuità delle attività economiche, soprattutto nelle aree territoriali caratterizzate da maggiori difficoltà infrastrutturali e da una minore vicinanza ai principali mercati commerciali.

Tra le richieste compare anche una maggiore tutela per i lavoratori delle microimprese private e per i piccoli autotrasportatori autonomi, i cosiddetti padroncini.

Secondo i promotori della mobilitazione, occorre intervenire sulle differenze di protezione sociale e di stabilità economica che distinguono alcune categorie del lavoro privato dal pubblico impiego, attraverso strumenti di sostegno più efficaci.

Pensione anticipata per gli autotrasportatori: «Guidare un mezzo pesante fino a 67 anni» è un problema

Uno dei passaggi più significativi del documento riguarda il futuro previdenziale dei conducenti professionali. Il Comitato chiede una revisione dell’età pensionabile per gli autotrasportatori, sostenendo la necessità di riconoscere pienamente la gravosità dell’attività svolta.

Nel documento si sottolinea che guidare un mezzo pesante fino a 67 anni può rappresentare un problema tanto per la salute dei conducenti quanto per la sicurezza della circolazione stradale.

Da qui la richiesta di un meccanismo di pensionamento anticipato senza penalizzazioni, fondato sul riconoscimento delle particolari condizioni lavorative della categoria.

Una proposta destinata ad aprire un confronto sulle condizioni di chi trascorre gran parte della propria vita professionale sulle strade, affrontando lunghi viaggi, responsabilità elevate e ritmi di lavoro impegnativi.

Burocrazia, pedaggi autostradali e attraversamento dello Stretto: le richieste per la CalabriaIl documento affronta anche le criticità infrastrutturali e amministrative che, secondo gli operatori, rendono particolarmente difficile svolgere attività di trasporto in Calabria.

Tra le richieste figura uno snellimento delle procedure burocratiche, considerate troppo lente e onerose per le aziende. Ma è soprattutto sul piano della mobilità che emergono alcune rivendicazioni specifiche.

Il Comitato propone deroghe stabili ai divieti di circolazione, finalizzate ad agevolare il rientro dei conducenti nelle proprie sedi e abitazioni, e interventi strutturali per ridurre o rimodulare i pedaggi autostradali nelle ore notturne.

Un capitolo riguarda inoltre l’attraversamento dello Stretto di Messina, per il quale viene chiesta parità di trattamento tariffario e di accesso, così da superare gli svantaggi economici denunciati dai vettori calabresi.

Su questi aspetti il documento richiama espressamente le proposte già presentate da Fedralog, che il Comitato intende assumere come riferimento per il confronto con le istituzioni.

Un tavolo permanente a Cosenza per affrontare la crisi

Il decimo punto della piattaforma programmatica prevede l’istituzione di un tavolo permanente interistituzionale a Cosenza, con la partecipazione dei rappresentanti della mobilitazione, del Governo, della Regione Calabria, della Prefettura, della Provincia, dei Comuni e delle associazioni di categoria.

L’obiettivo è creare una sede stabile di confronto nella quale affrontare le emergenze economiche, monitorare le criticità e individuare possibili interventi. La proposta nasce dalla convinzione che incontri occasionali e iniziative isolate non siano sufficienti per affrontare problemi che, secondo i manifestanti, hanno ormai assunto una dimensione strutturale.

La vertenza del Tirreno cosentino si inserisce infatti in un contesto territoriale nel quale la distanza dai grandi centri logistici, le difficoltà nei collegamenti e i costi di trasporto rappresentano elementi particolarmente rilevanti per la competitività delle imprese.

Il documento al Governo e l’ipotesi di una grande manifestazione a Roma Il documento al Governo e l’ipotesi di una grande manifestazione a Roma La conferenza stampa alla Provincia di Cosenza rappresenta un passaggio della mobilitazione, ma non necessariamente la sua conclusione.

Il documento programmatico è indirizzato al Governo nazionale e contiene richieste che, per la loro natura fiscale, previdenziale e regolamentare, richiedono interventi delle autorità competenti.

Il Comitato auspica risposte rapide e l’apertura di un confronto concreto. Tuttavia, nel testo viene prospettata anche la possibilità di un’ulteriore escalation della protesta qualora le istanze dovessero rimanere senza riscontro.

I rappresentanti della mobilitazione dichiarano infatti di essere pronti a unire le proprie forze e portare la protesta direttamente davanti alle sedi del Governo a Roma.

Un’eventualità che testimonia la determinazione dei manifestanti a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza.

La battaglia per la dignità del lavoro e il futuro delle imprese calabresi

Al di là delle singole rivendicazioni, il messaggio che arriva dal presidio di San Lucido riguarda il futuro economico e sociale della Calabria.

Nel documento, i promotori ribadiscono di non volere una regione nella quale il lavoro consenta soltanto di sopravvivere, ma un territorio capace di offrire condizioni dignitose, opportunità di crescita alle aziende e prospettive concrete alle nuove generazioni. È questo il significato politico e sociale che il Comitato attribuisce alla propria iniziativa.

L’incontro di Cosenza ha permesso di portare le richieste davanti ai rappresentanti delle istituzioni locali. Resta ora da verificare se e in quale misura queste proposte potranno tradursi in un’interlocuzione con il Governo e, successivamente, in interventi effettivi.

stefaniasapienza@calabriainchieste.it


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