Un punto di penalizzazione in classifica trasformato, in appello, in trecento euro di multa. È l’epilogo di una vicenda giudiziario-sportiva che ha tenuto banco per settimane e che ha rischiato di pesare sul cammino dell’Ischia Calcio in Serie D. Al centro di tutto, un ritardo di dodici giorni nel pagamento di cento euro di spese legali. Per capire come si sia arrivati fin qui occorre ricostruire l’intera storia, passo dopo passo.
IL CONTRATTO E IL CREDITO
Tutto nasce il 10 agosto 2023, quando l’attaccante Luigi Castagna, nato a Lacco Ameno nel 1997, firma con la S.S.D. Ischia Calcio un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per la stagione 2023/2024. Il valore complessivo pattuito è di 20.000 euro: 15.000 di compenso fisso, 3.000 a titolo di indennità di trasferta e 2.000 come rimborso forfettario di spese, da erogare in rate mensili fino al 30 giugno 2024. A fine stagione, però, i conti non tornano. Il 29 giugno 2024 Castagna firma una dichiarazione liberatoria con cui dichiara di non avere più nulla a pretendere dalla società, ma – dettaglio che si rivelerà decisivo – soltanto per il periodo compreso tra il 10 agosto 2023 e il 31 maggio 2024. Il mese di giugno resta scoperto. Il giocatore ritiene di essere ancora creditore e, il 28 febbraio 2025, invia alla società una PEC di messa in mora e diffida, chiedendo 5.000 euro. Nessuna risposta.
IL RICORSO E L’ARBITRATO
A quel punto Castagna, assistito dall’avvocato Anna Piras del Foro di Cagliari, il 28 marzo 2025 deposita ricorso al Collegio Arbitrale L.N.D. – A.I.C., l’organismo che dirime le controversie economiche tra calciatori e società dei dilettanti. Nasce così la vertenza numero 352-2024/25. L’Ischia, difesa dagli avvocati Monica Fiorillo ed Eduardo Chiacchio, si costituisce contestando ogni pretesa: la liberatoria – sostiene il club – chiude i conti; al massimo si potrebbe riconoscere una somma lorda di 1.363,63 euro relativa a giugno. La società aggiunge che il giocatore era rimasto infortunato per quasi tutta la stagione ed era residente sull’isola, e dunque non avrebbe titolo a reclamare indennità di trasferta o rimborsi spese. L’udienza si tiene il 22 maggio 2025, ma il procedimento poi si arena: il presidente del collegio inizialmente sorteggiato, l’avvocato Ettore Atzori, non arriva a una decisione nei termini previsti e viene sostituito. Solo il 18 gennaio 2026 si procede a un nuovo sorteggio e il collegio, in nuova composizione, torna a riunirsi il 23 febbraio.
IL LODO
Il verdetto arriva il 28 febbraio 2026. Il Collegio Arbitrale dà ragione a Castagna solo in parte: non i 5.000 euro richiesti, ma 1.840,20 euro lordi, cifra corrispondente alla sola mensilità di giugno 2024, calcolata dividendo il compenso complessivo per i giorni di validità del contratto. Gli arbitri riconoscono che le voci di indennità e rimborso, previste in un contratto stipulato prima del nuovo Accordo Collettivo del settembre 2023, spettano al giocatore anche senza documentazione delle spese.
La decisione è presa a maggioranza: l’arbitro di parte, avvocato Claudio Russo, esprime un’opinione dissenziente, ritenendo quelle voci di natura “eventuale” anche in ragione dell’infortunio del calciatore. Oltre alla somma per Castagna, il lodo pone a carico dell’Ischia le spese del collegio arbitrale e 100 euro di spese di assistenza legale a favore dell’avvocato Piras. Il documento è inappellabile e immediatamente esecutivo: ai sensi dell’articolo 94 ter delle Norme Organizzative Interne della FIGC, la società ha trenta giorni di tempo per pagare. Il lodo viene notificato via PEC all’Ischia il 2 marzo 2026: da quella data scatta il conto alla rovescia.
I DODICI GIORNI DI RITARDO E L’INCHIESTA
Ed è qui che si consuma l’errore che darà origine a tutto il resto. L’Ischia salda il compenso dell’avvocato Piras solo il 13 aprile 2026, circa dodici giorni oltre la scadenza dei trenta previsti. Un ritardo apparentemente marginale, ma sufficiente a far scattare le procedure. È lo stesso legale a segnalarlo alla Procura Federale, che il 27 aprile apre un procedimento disciplinare.
Il 9 giugno la Procura chiude le indagini e mette nel mirino Luigi Lauro, amministratore unico e legale rappresentante del club, contestandogli di non aver pagato nei termini. Il 24 giugno, in audizione, l’avvocato Fiorillo difende società e dirigente, ma lo stesso Lauro conferma che il pagamento è avvenuto il 13 aprile: una dichiarazione che gli inquirenti definiscono di “valore confessorio”. Il 1 luglio 2026 arriva il deferimento al Tribunale Federale Nazionale.
LA CONDANNA E IL RIBALTONE IN APPELLO
Il primo grado si chiude il 30 luglio 2026 con la linea dura. Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, infligge a Luigi Lauro quindici giorni di inibizione e alla S.S.D. Ischia Calcio un punto di penalizzazione in classifica, da scontare nella stagione in corso. Per una società di Serie D un punto non è mai un dettaglio: può valere una posizione in graduatoria, l’accesso o l’esclusione dai play off, in certi casi molto di più. La società non ci sta e il 14 agosto presenta reclamo alla Corte Federale d’Appello.
L’udienza, in videoconferenza, si tiene l’8 settembre 2026, con gli avvocati Fiorillo e Chiacchio a difendere il club e l’avvocato Nicola Pagnotta per la Procura. Arriva così il ribaltone: la Corte accoglie in parte il reclamo e, riformando la decisione di primo grado, cancella la penalizzazione, sostituendola con una semplice ammenda di 300 euro. Alla società viene restituito anche il contributo versato per l’accesso alla giustizia sportiva.
IL CALCIATORE OGGI GIOCA NEL REAL FORIO
C’è, infine, un elemento che al momento della firma di quel contratto non poteva essere previsto e che oggi si inserisce nel quadro. Luigi Castagna, il calciatore da cui l’intera vicenda ha preso le mosse, milita attualmente nel Real Forio, altra formazione isolana che disputa lo stesso campionato di Serie D dell’Ischia, nello stesso girone H. Le due società, peraltro, in questo periodo condividono anche lo stadio Mazzella, che ospita le gare interne di entrambe a causa dell’indisponibilità del Calise di Forio.
Al termine di due anni, tre gradi di giudizio e una lunga catena di atti federali, la classifica dell’Ischia Calcio resta dunque intatta. Della vicenda restano soltanto trecento euro da versare e il ricordo di un caso partito da una fattura di cento euro pagata con dodici giorni di ritardo.
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