Umbria, 31,4 milioni sulle tecnologie STEP: fondo perduto alle grandi imprese e prestiti agevolati alle PMI


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La Regione Umbria apre dal 1° ottobre 2026 i due nuovi bandi dedicati alla piattaforma europea STEP, con 31,42 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 destinati agli investimenti nelle tecnologie digitali e deep tech, nelle biotecnologie e nelle tecnologie pulite. Le imprese avranno tempo fino alle ore 12 del 30 novembre 2026 per presentare domanda, ma dovranno scegliere tra due strumenti costruiti per soggetti e programmi di investimento diversi.

Da una parte c’è la linea a sovvenzione gestita da Sviluppumbria, che dispone di 15.421.586 euro e si rivolge alle grandi imprese, da sole oppure insieme a PMI indipendenti. Dall’altra ci sono i 16 milioni affidati a Gepafin, riservati alle micro, piccole e medie imprese e concessi attraverso un finanziamento all’1% che può beneficiare della remissione di una parte del debito. I settori tecnologici sono gli stessi, mentre cambiano forma dell’aiuto, soglie di investimento e procedura di selezione.

Alla grande impresa il contributo a fondo perduto

La linea Sviluppumbria parte da una soglia di investimento piuttosto elevata. Una grande impresa che presenta il progetto da sola deve prevedere almeno 1,2 milioni di euro di spese ammissibili; nel caso di un raggruppamento temporaneo con PMI la soglia sale a 1,7 milioni, può comprendere al massimo sei imprese complessive, con la grande impresa nel ruolo di capofila, mentre ciascun componente deve sostenere almeno il 10% dei costi del progetto.

Il programma deve comprendere un investimento produttivo collegato allo sviluppo o alla fabbricazione di una tecnologia STEP oppure alla relativa catena del valore. È questo uno degli elementi da considerare con maggiore attenzione nella preparazione della domanda: la semplice presenza di macchinari tecnologicamente avanzati non basta, perché il progetto deve rientrare nel perimetro fissato dal regolamento europeo per le tecnologie critiche.

All’investimento produttivo possono essere affiancate attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, entro il limite del 35% della spesa complessiva. Per questa componente il bando richiede di partire almeno da un livello di maturità tecnologica TRL 5 e di arrivare almeno al TRL 7, quindi da una tecnologia già validata in ambiente rilevante alla dimostrazione in ambiente operativo.

Per gli investimenti produttivi conta anche dove si investe

Le percentuali di contributo della linea a sovvenzione dipendono dalla dimensione dell’impresa e, per gli investimenti produttivi, dalla localizzazione.

Nelle aree umbre ammesse alla deroga dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’aiuto può arrivare al 20% per le grandi imprese, al 30% per le medie e al 40% per le piccole. Fuori dalle aree assistite, per gli investimenti disciplinati dall’articolo 17 del GBER, le percentuali sono del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole.

Per la grande impresa, quindi, la localizzazione va verificata prima di costruire il piano finanziario, perché condiziona la possibilità di ottenere il contributo sull’investimento produttivo.

Diversa è la disciplina della ricerca e sviluppo. Per la ricerca industriale l’intensità base è del 50% per le grandi imprese, 60% per le medie e 70% per le piccole; nello sviluppo sperimentale si parte rispettivamente dal 25%, 35% e 45%. Il bando prevede le maggiorazioni consentite dal GBER, fra cui quelle per le aree 107.3.c e per determinate forme di collaborazione effettiva, entro i limiti stabiliti dalla normativa europea.

Sviluppumbria sceglie la graduatoria

Per il primo bando l’ordine di arrivo delle domande non decide chi riceverà il contributo. Sviluppumbria utilizza una procedura valutativa a graduatoria e i progetti devono ottenere almeno 55 punti su 100 per superare la valutazione. Per ciascuna delle due azioni, quella dedicata a digitale, deep tech e biotecnologie e quella dedicata alle clean tech, verrà formata una graduatoria distinta.

Dei 15,42 milioni disponibili, 12.421.586 euro sono assegnati alle tecnologie digitali, deep tech e alle biotecnologie, mentre 3 milioni finanziano le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.

Il progetto dovrà essere concluso entro 24 mesi dalla concessione, con la possibilità di ottenere una proroga fino a sei mesi. Sul fronte della liquidità, il beneficiario può chiedere un’anticipazione fino al 40% del contributo concesso, accompagnata da fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

Alle PMI Gepafin finanzia metà dell’investimento

Il secondo bando cambia destinatari e meccanismo dell’agevolazione. Gepafin mette a disposizione 16 milioni di euro per micro, piccole e medie imprese, che possono presentarsi singolarmente oppure in RTI. Di queste risorse, 14 milioni vanno alle tecnologie digitali, deep tech e alle biotecnologie e 2 milioni alle tecnologie pulite.

Le soglie d’ingresso sono più basse rispetto alla linea Sviluppumbria. Servono almeno 500mila euro di spese per una micro o piccola impresa e 700mila euro per una media. Per i raggruppamenti si sale a 1,5 milioni quando partecipano esclusivamente micro e piccole imprese e a 1,7 milioni quando nel RTI è presente almeno una media impresa.

Anche qui l’investimento produttivo è obbligatorio. Può essere accompagnato da interventi di innovazione, ammessi entro il 40% del costo complessivo del progetto. La differenza rispetto alla linea Sviluppumbria è evidente: nel primo bando la componente complementare riguarda ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nel secondo gli aiuti all’innovazione previsti dalla disciplina GBER.

Prestito all’1% e remissione del debito

Gepafin finanzia il 50% dell’investimento ammesso con un prestito a tasso fisso dell’1% annuo. La durata è di 84 mesi, composta da 24 mesi di preammortamento e 60 di ammortamento, con rimborso attraverso rate semestrali costanti posticipate.

Una parte del finanziamento può essere oggetto di remissione. L’Avviso consente di arrivare fino al 50% del finanziamento quando, oltre alla piena realizzazione dell’intervento, viene conseguito l’incremento occupazionale richiesto; negli altri casi la remissione può arrivare al 45%. La misura regionale indica come condizione per raggiungere il livello massimo un incremento occupazionale di almeno un’unità.

Il meccanismo si comprende meglio con un esempio. Su un investimento ammesso di un milione di euro, Gepafin può concedere 500mila euro di finanziamento. Se maturano tutte le condizioni per la remissione massima, la quota cancellabile può arrivare a 250mila euro. Il beneficio definitivo corrisponderebbe quindi, in questo caso, al 25% dell’investimento ammesso, nel rispetto dei massimali di aiuto applicabili.

Per Gepafin istruttoria in due fasi

Anche il modo di selezionare i progetti cambia. Gepafin applica una procedura valutativa a sportello articolata in due fasi. Si parte con una domanda preliminare, sulla quale vengono esaminate le caratteristiche dell’investimento e la capacità tecnica, organizzativa, economica e finanziaria del richiedente; soltanto i progetti che superano questa prima verifica accedono alla fase successiva, nella quale viene presentato il progetto definitivo.

Questo elemento distingue nettamente il bando dallo strumento Sviluppumbria. Nel primo caso le domande vengono confrontate in graduatoria dopo la chiusura dello sportello, mentre Gepafin procede secondo la logica dello sportello valutativo e affianca alla verifica del progetto quella della capacità dell’impresa di sostenere il finanziamento.

Per le PMI finanziate da Gepafin il termine di realizzazione è più lungo: 30 mesi dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Due strumenti che separano grandi imprese e PMI

Il confine tra i due avvisi emerge soprattutto dalla struttura dell’agevolazione. Una grande impresa con un investimento STEP di almeno 1,2 milioni di euro guarda alla linea Sviluppumbria, dove può ottenere un contributo diretto e inserire nel programma anche ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Se partecipa insieme alle PMI, deve assumere la guida del raggruppamento e portare il progetto sopra 1,7 milioni.

Per una PMI che presenta autonomamente il progetto, il riferimento è invece Gepafin: la soglia parte da 500mila euro per micro e piccole imprese e da 700mila per le medie, mentre il sostegno arriva attraverso un finanziamento che copre metà dell’investimento e sul quale può maturare la remissione parziale del debito.

C’è poi una differenza che incide direttamente sulla costruzione finanziaria dei progetti. Il fondo perduto Sviluppumbria riduce da subito il costo dell’investimento ammesso secondo le percentuali previste dal bando; con Gepafin l’impresa riceve un prestito e solo dopo il rispetto delle condizioni previste può consolidare la quota di debito oggetto di remissione.

Le due misure apriranno contemporaneamente, alle ore 10 del 1° ottobre, e chiuderanno entrambe alle ore 12 del 30 novembre 2026. La data è la stessa, ma il lavoro da fare prima dell’invio cambia molto: per la linea a sovvenzione pesano la qualità comparativa del progetto e il punteggio che determinerà la posizione in graduatoria, mentre per lo strumento finanziario entrano direttamente nell’istruttoria anche la sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione e la capacità dell’impresa di assumere e rimborsare il debito.


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